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Uno studio pubblicato su Brain Sciences (https://www.mdpi.com/2076-3425/13/6/928) conferma, con rigore scientifico, ciò che da tempo la disciplina sostiene: la modalità con cui il consumatore presta attenzione – guidata da un obiettivo (Top Down) o catturata da stimoli esterni (Bottom up) – influenza profondamente l’attività cerebrale durante il processo d’acquisto.
Utilizzando la realtà virtuale per simulare un supermercato e l’EEG per registrare l’attività cerebrale, i ricercatori hanno analizzato due modalità decisionali: Nell’acquisto pianificato, si assiste all’attivazione delle onde theta e maggiore connettività frontotemporale, indicatori di attenzione focalizzata e orientata a un obiettivo. Nell’acquisto spontaneo, si è verificata la diminuzione dell’attività alpha e l’aumento della spectral entropy (entropia spettrale, un indice di irregolarità dei segnali EEG, calcolato nell'intervallo 0.5-32 Hz, focalizzandosi sulle aree frontali, parietali e occipitali) nelle aree frontoparietali, segnali di attenzione più reattiva e imprevedibile. La spectral entropy si è dimostrata la metrica più efficace per distinguere tra le due modalità decisionali. Questo è cruciale per chi si occupa di marketing, comunicazione e brand experience: - perché mostra come la realtà virtuale possa consentire di effettuare ricerche scientifiche in ambienti altamente realistici - conferma che le diverse dinamiche attentive guidano strategie su misura, in base al tipo di decisore (razionale o impulsivo) - l’integrazione di dati neurofisiologici permette analisi più profonde rispetto ai soli metodi dichiarativi Il neuromarketing quindi non è solo una tendenza: è una disciplina in costante evoluzione, che ci aiuta a comprendere i meccanismi invisibili alla base delle scelte quotidiane.
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Agosto 2026
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